Le prime notizie di Viareggio - il cui nome si fa derivare dalla medievale Via Regia, tracciata lungo il litorale - risalgono al 1170, epoca in cui i pisani si impadronirono di questa località. L'anno successivo, come riferiscono gli Annali lucchesi di Tolomeo, Lucca acquistava da Truffa Mezzolombardi il territorio che si estende da Montramito al mare e, nel 1172, sottraeva ai pisani, e quindi distruggeva, il castello di Viareggio. Oggetto di frequenti contese tra Lucca e Pisa, sembra che nel 1221 il centro venisse ceduto in feudo, per intervento di Federico II, a un certo Pagano di Baldovino, cittadino lucchese, rimanendo ai suoi discendenti sino al 1283, quando Lucca ne riottenne definitivamente il possesso. Viareggio cominciò ad acquistare una certa importanza dopo che i lucchesi, costretti ad abbandonare il porto di Motrone in mano ai fiorentini (1441), decisero di stabilire qui il loro scalo marittimo. In questa prospettiva nel 1463 furono iniziate opere di bonifica del retroterra e nel 1534 si edificò un forte per difendere l'insediamento dalle frequenti incursioni dei corsari. Nel 1548 Viareggio divenne sede di un commissariato e, dal 1617, capoluogo di vicariato. Malgrado ciò il territorio rimase a lungo scarsamente popolato per l'infierire delle febbri malariche; finché, grazie al nuovo piano di bonifica progettato dallo Zendrini e al quale si cominciò a lavorare nel 1740, il flagello si affievolì e gli abitanti crebbero, anche in virtù delle facilitazioni concesse agli immigrati. Lo sviluppo di Viareggio si accentuò sotto Maria Luisa di Borbone, che fece redigere un piano regolatore e gli conferì il titolo di città nel 1823. Dopo l'ingresso nel granducato (1847), nel 1850 fu aperta la prima darsena e l'attività peschereccia ricevette ulteriore sviluppo. Nel 1861 ebbe inizio la moderna vocazione del centro, con l'edificazione di alcuni stabilimenti balneari, i primi in Italia; e già tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento Viareggio era divenuta una rinomata stazione turistica, con grandi alberghi e lussuose ville; nel frattempo veniva portata a compimento una nuova darsena (1905) e si conducevano lavori per ovviare al progressivo insabbiamento dello scalo. Gravi episodi di intolleranza politica visse la città, all'avvento del fascismo, con devastazioni di circoli operai e, nel maggio 1921, l'uccisione di due calafati. Ma la tradizione democratica dei viareggini si confermò durante la guerra di Liberazione con un'intensa partecipazione alla lotta partigiana. Viareggio ha dato i natali al pittore e scrittore Lorenzo Viani (1882-1936). Top |