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Musei »  Lombardia » Prov. Varese » Comune di Tradate

Specializzato

Museo della Motocicletta Frera

Via Zara
21049 Tradate (VA)
Infoline:
Ufficio Cultura del Comune di Tradate
tel. +39 0331 840957

 Il Museo della Motocicletta Frera
Progettato negli ambienti della storica ditta di motociclette, a seguito dei lavori di recupero pressoché totale, è stato inaugurato  è stato inaugurato il 17 luglio 2005 il
Museo della Motocicletta Frera.
Il museo non presenta percorsi imposti ne linee guida, nello spazio museale si è liberi di girovagare, di soffermarsi o addirittura di tornare sui propri passi. Lo spazio è fatto per essere vissuto, per essere condiviso da passato e presente. Tuttavia si è voluto distribuirlo in due aree: una, quella a corridoio vetrato, destinata ad un’esposizione permanente, nella quale si trovano le motociclette che sono in fila poste lungo le vetrate e posizionate su appositi carrelli in acciaio. L’altra, invece, destinata alla polifunzionalità (per l’inaugurazione ha come tema l’avanzamento lavori durante le operazioni conservative e  di restauro in cantiere).
Questa distinzione è solo funzionale, entrambi gli spazi sono caratterizzati da un arredo semplice, minimalista, quasi orientaleggiante, finalizzato a non distrarre il visitatore dalla vera anima del luogo (la motocicletta), ma sapendo tuttavia regalare un tocco di importante eleganza. 
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Regine indiscusse tra gli elementi di arredo che contornano i pregiati motori: le panche in pelle nera di Mies Van der Rohe (famoso architetto tedesco attivamente impegnano nella Bauhaus e dedito ad un razionalismo puramente idealistico). Le panche non sono posizionate casualmente nello spazio ma in modo tale da garantire all’occhio di chi osserva o di chi vi siede una vista prospettica speciale.
Altri elementi fondamentali dell’allestimento sono i pannelli in tela che scendono dal soffitto: il loro esistere ha più ragioni. Una è la funzione espositiva altre la separazione e l’abbellimento. E ancora, i materiali che più caratterizzano il luogo: legno e ferro, utilizzati per realizzare le cornici delle fotografie che scorrono su tutte le pareti e per ricreare l’angolo scenografico nel quale far rivivere momenti del quotidiano lavoro in fabbrica. Infine, ma non meno importante, la luce: diretta e diffusa a seconda delle necessità, elegantemente accostata alla già ricca illuminazione naturale garantita dalle ampie vetrate.
A conclusione di questo breve escursus virtuale all’interno del museo una frase di Nietzsche: “tutto passa ed insieme tutto ritorna. Tutto ciò che è, è già stato infinite volte e tornerà infinite volte…”.

ORARIO DI APERTURA
Dal lunedì al sabato: dalle 21.00 alle 23.00.
Domenica: dalle 15.00 alle 19.00 e dalle 21.00 alle 23.00.
Il museo è rimasto aperto fino al 31 luglio 2005, riaprirà in autunno dopo le vacanze estive e una breve pausa per permettere il completamento degli ultimi lavori di ristrutturazione degli spazi della nuova Biblioteca. Successivamente, con l´entrata in funzione della nuova Biblioteca Civica, anch’essa ospitata negli stabilimenti ex Frera di via Zara, verranno fissati gli orari di apertura definitivi del museo. 
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 Corrado Frera e la nascita dello stabilimento
Corrado Frera è stato il fondatore della ditta omonima FRERA, nacque nel 1859 nell’attuale Germania, a Kreuznach (allora Prussia Renana) da una famiglia protestante di origine francese.
Nel 1885 si trasferì in Italia, a Milano. Qui svolse l’attività di commerciante di giocattoli, articoli da regalo, prodotti sanitari e, successivamente, anche di accessori in gomma per velocipedi (abbigliamento incluso).
Successivamente intraprese anche il commercio di velocipedi e motociclette, assumendo la rappresentanza di primarie case estere del settore, quali le tedesche Neckarsulmer (N.S.U.), Daimler e la svizzera Zurcher & Luthi di St.Aubin. Le sue prime esperienze come costruttore di motociclette risalgono al 1898, quando aprì un negozio-officina sito nei pressi della attuale piazza Missori a Milano. Come d'uso all'epoca tra i piccoli artigiani, iniziò ad eseguire anche lavori speciali su commissione, come l'assemblaggio di motociclette su richiesta dei clienti più affezionati.  Attraverso un assiduo lavoro, un tenace impegno e senza disponibilità economiche, Corrado Frera riuscì a fondare una fabbrica per la produzione di biciclette e motociclette. 
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Il primo stabilimento FRERA (che inizialmente produceva solo biciclette) sorse nel 1905 a Tradate, sotto la ragione sociale Corrado Frera & C. (successivamente modificata in Società Anonima Frera). È da questo stabilimento che iniziò una storia che, ancora oggi, continua ad appassionare tutti quelli che hanno nel cuore le due ruote (biciclette o motociclette), sia nello sport che nel tempo libero. La scelta dell’industriale di installare la sua industria a Tradate ebbe una coincidenza casuale, dovuta inizialmente al fatto che Corrado Frera e la sua famiglia erano soliti trascorrere, dal 1903 in poi, periodi di villeggiatura nella nostra piacevole cittadina contigua alla fascia boschiva ancora oggi esistente.
Inoltre, grazie alla linea ferroviaria Milano-Saronno (inaugurata nel 1874) e il suo prolungamento fino a Varese (inaugurato nel 1879), la cittadina si trovava in una posizione strategica, essendo già collegata con i principali centri della provincia e con la città di Milano stessa.
Corrado Frera ebbe la capacità di intuire che la diffusione della motocicletta in Italia, sia sul piano produttivo che commerciale, rappresentava un settore sicuramente significativo di espansione.
Corrado Frera seppe anche vincere l’ostilità dei grandi proprietari terrieri locali, che non sembravano disposti a vendere un appezzamento di terra sufficientemente grande per le sue esigenze. Infatti, essi non vedevano di buon occhio l’insediamento nel tradatese  di realtà industriali che sottraessero mano d’opera al settore agricolo e conferissero indirettamente alla forza lavoratrice, che continuava ad essere impiegata in quest’ultimo settore, un maggiore peso nelle contrattazioni salariali. Qualche anno prima, per lo stesso motivo la Machinen Fabrik Esslingen, una importante ditta tedesca di materiale ferroviario, aveva dovuto ripiegare su Saronno quale sede dello stabilimento che voleva impiantare in zona.
Una volta acquistato il terreno di circa 5.000 mq, situato in via Zara  appena fuori dal centro abitato (di allora) e di proprietà dell’istituto religioso delle madri canossiane, iniziarono i lavori di costruzione dello stabilimento. Gli edifici e i capannoni vennero realizzati secondo le più moderne concezioni architettoniche e tecnologiche dell’epoca. L’evoluzione tecnologica sostenuta personalmente da C. Frera determinò la produzione di un modello di motocicletta che riscontrò un notevole successo sul campo commerciale. 
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La qualità della produzione dei vari modelli venne apprezzata anche all’estero, così da poter essere venduta sui mercati europei e specialmente nell’America del Sud.
Nel 1905 iniziò la produzione dei primi modelli. Nello stesso periodo, approfittando del fatto che il terreno scelto per la costruzione della ditta si trovava in una zona molto apprezzabile dal punto di vista paesaggistico, appoggiato su un dolce pendio circondato da una vasta pineta e terrazzamenti una volta coltivati con vigneti, Corrado Frera si fece costruire nelle immediate vicinanze la propria abitazione.
La sede legale della società, invece, venne fissata a Milano, in uno stabile di piazza Missori al n. 2.
Lo stabilimento di Tradate, prima del 1915, arrivò a raggiungere una produzione industriale di circa 3000 unità annue, a livello delle più importanti industrie europee.
Lo stabilirsi a Tradate della Frera portò alla città numerosi benefici. In primo luogo, contribuì a risolvere i problemi connessi all’occupazione maschile, che fino ad allora veniva impiegata stagionalmente nel settore agricolo o in quello edile. Va ricordato che sul territorio erano già presenti delle industrie di filatura e tessitura, le quali però occupavano prevalentemente solo la mano d’opera femminile.
In secondo luogo, seguendo l’esempio di Corrado Frera, col tempo altri industriali milanesi insediarono sul territorio di Tradate le loro attività industriali, contribuendo così alla crescita demografica ed economica della città. Lo stabilimento di Tradate, prima del 1915, arrivò a raggiungere una produzione industriale di circa 3000 unità annue, a livello delle più importanti industrie europee.
Durante la Prima Guerra Mondiale, la ditta venne riconosciuta di importanza fondamentale per il conflitto bellico ed ebbe anche importanti commesse dall’Esercito. Produsse, in questo primo periodo, più di una decina di migliaia di motociclette e altrettante biciclette.
Terminato il conflitto, l’impresa era in piena espansione: nel 1919 venne fondato anche un secondo stabilimento (ribattezzato Frera 2).
Nel decennio successivo, la Frera continuò la sua fase di sviluppo, mietendo anche importanti successi sportivi grazie alla sua squadra corse.
La crisi economica mondiale del 1929 precipitò l’impresa in una situazione difficile. Diversi tentativi di rilancio fallirono. La Frera terminò definitivamente la produzione delle motociclette nel 1936. Corrado Frera, che nel 1930 aveva lasciato ai figli la guida effettiva dell’azienda da lui fondata, morì nel 1941. Corrado Frera, per la sua opera di industriale e inventore, raccolse premi e riconoscimenti personali; nel 1911 venne anche insignito della Croce di Cavaliere della Corona d’Italia (undici anni dopo ricevette il titolo di Ufficiale della Corona d’Italia).
Lo stabilimento di Tradate è oggi di proprietà dell’Amministrazione Comunale di Tradate, che lo ha ristrutturato per adibirlo a sede della nuova Biblioteca Civica e del Museo della Motocicletta. 
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Corrado Frera è stato il fondatore della ditta omonima FRERA, nacque nel 1859 nell’attuale Germania, a Kreuznach (allora Prussia Renana) da una famiglia protestante di origine francese.Nel 1885 si trasferì in Italia, a Milano. Qui svolse l’attività di commerciante di giocattoli, articoli da regalo, prodotti sanitari e, successivamente, anche di accessori in gomma per velocipedi (abbigliamento incluso).Successivamente intraprese anche il commercio di velocipedi e motociclette, assumendo la rappresentanza di primarie case estere del settore, quali le tedesche Neckarsulmer (N.S.U.), Daimler e la svizzera Zurcher & Luthi di St.Aubin. Le sue prime esperienze come costruttore di motociclette risalgono al 1898, quando aprì un negozio-officina sito nei pressi della attuale piazza Missori a Milano. Come d'uso all'epoca tra i piccoli artigiani, iniziò ad eseguire anche lavori speciali su commissione, come di motociclette su richiesta dei clienti più affezionati.Attraverso un assiduo lavoro, un tenace impegno e senza disponibilità economiche, Corrado Frera riuscì a fondare una fabbrica per la produzione di biciclette e motociclette. Il primo stabilimento (che inizialmente produceva solo biciclette) sorse nel a Tradate, sotto la ragione sociale (successivamente modificata in ). È da questo stabilimento che iniziò una storia che, ancora oggi, continua ad appassionare tutti quelli che hanno nel cuore le due ruote (biciclette o motociclette), sia nello sport che nel tempo libero. La scelta dell’industriale di installare la sua industria a Tradate ebbe una coincidenza casuale, dovuta inizialmente al fatto che Corrado Frera e la sua famiglia erano soliti trascorrere, dal 1903 in poi, periodi di villeggiatura nella nostra piacevole cittadina contigua alla fascia boschiva ancora oggi esistente.Inoltre, grazie alla linea ferroviaria Milano-Saronno (inaugurata nel 1874) e il suo prolungamento fino a Varese (inaugurato nel 1879), la cittadina si trovava in una posizione strategica, essendo già collegata con i principali centri della provincia e con la città di Milano stessa.Corrado Frera ebbe la capacità di intuire che la diffusione della motocicletta in Italia, sia sul piano produttivo che commerciale, rappresentava un settore sicuramente significativo di espansione.Corrado Frera seppe anche vincere l’ostilità dei grandi proprietari terrieri locali, che non sembravano disposti a vendere un appezzamento di terra sufficientemente grande per le sue esigenze. Infatti, essi non vedevano di buon occhio l’insediamento nel tradatese  di realtà industriali che sottraessero mano d’opera al settore agricolo e conferissero indirettamente alla forza lavoratrice, che continuava ad essere impiegata in quest’ultimo settore, un maggiore peso nelle contrattazioni salariali. Qualche anno prima, per lo stesso motivo la , una importante ditta tedesca di materiale ferroviario, aveva dovuto ripiegare su Saronno quale sede dello stabilimento che voleva impiantare in zona.Una volta acquistato il terreno di circa 5.000 mq, situato in via Zara  appena fuori dal centro abitato (di allora) e di proprietà dell’istituto religioso delle madri canossiane, iniziarono i lavori di costruzione dello stabilimento. Gli edifici e i capannoni vennero realizzati secondo le più moderne concezioni architettoniche e tecnologiche dell’epoca. L’evoluzione tecnologica sostenuta personalmente da C. Frera determinò la produzione di un modello di motocicletta che riscontrò un notevole successo sul campo commerciale.  La qualità della produzione dei vari modelli venne apprezzata anche all’estero, così da poter essere venduta sui mercati europei e specialmente nell’America del Sud.Nel 1905 iniziò la produzione dei primi modelli. Nello stesso periodo, approfittando del fatto che il terreno scelto per la costruzione della ditta si trovava in una zona molto apprezzabile dal punto di vista paesaggistico, appoggiato su un dolce pendio circondato da una vasta pineta e terrazzamenti una volta coltivati con vigneti, Corrado Frera si fece costruire nelle immediate vicinanze la propria abitazione. La sede legale della società, invece, venne fissata a Milano, in uno stabile di piazza Missori al n. 2.Lo stabilimento di Tradate, prima del 1915, arrivò a raggiungere una produzione industriale di circa 3000 unità annue, a livello delle più importanti industrie europee. Lo stabilirsi a Tradate della Frera portò alla città numerosi benefici. In primo luogo, contribuì a risolvere i problemi connessi all’occupazione maschile, che fino ad allora veniva impiegata stagionalmente nel settore agricolo o in quello edile. Va ricordato che sul territorio erano già presenti delle industrie di filatura e tessitura, le quali però occupavano prevalentemente solo la mano d’opera femminile.In secondo luogo, seguendo l’esempio di Corrado Frera, col tempo altri industriali milanesi insediarono sul territorio di Tradate le loro attività industriali, contribuendo così alla crescita demografica ed economica della città. Lo stabilimento di Tradate, prima del 1915, arrivò a raggiungere una produzione industriale di circa 3000 unità annue, a livello delle più importanti industrie europee.Durante la Prima Guerra Mondiale, la ditta venne riconosciuta di importanza fondamentale per il conflitto bellico ed ebbe anche importanti commesse dall’Esercito. Produsse, in questo primo periodo, più di una decina di migliaia di motociclette e altrettante biciclette.Terminato il conflitto, l’impresa era in piena espansione: nel 1919 venne fondato anche un secondo stabilimento (ribattezzato Frera 2).Nel decennio successivo, la Frera continuò la sua fase di sviluppo, mietendo anche importanti successi sportivi grazie alla sua squadra corse.La crisi economica mondiale del 1929 precipitò l’impresa in una situazione difficile. Diversi tentativi di rilancio fallirono. La Frera terminò definitivamente la produzione delle motociclette nel 1936. Corrado Frera, che nel 1930 aveva lasciato ai figli la guida effettiva dell’azienda da lui fondata, morì nel 1941. Corrado Frera, per la sua opera di industriale e inventore, raccolse premi e riconoscimenti personali; nel 1911 venne anche insignito della Croce di Cavaliere della Corona d’Italia (undici anni dopo ricevette il titolo di Ufficiale della Corona d’Italia).
Lo stabilimento di Tradate è oggi di proprietà dell’Amministrazione Comunale di Tradate, che lo ha ristrutturato per adibirlo a sede della nuova Biblioteca Comunalee del Museo della Motocicletta Frera. 
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 Lo sviluppo dello stabilimento
Intuendo la forte tendenza espansionistica del mercato del trasporto e, conseguentemente, anche la crescita della domanda di motoveicoli, nello stabilimento venne fin da subito avviata anche una catena di produzione di motocicli. Nel giro di pochi anni, la produzione raggiunse i livelli qualitativi e quantitativi delle più importanti industrie europee de settore. In questo periodo, nello stabilimento di Tradate, all’infuori dei pneumatici, venivano prodotti e assemblati tutti i pezzi dei nuovi veicoli. Organizzati in diversi cicli di lavorazione, già nei primi anni troviamo circa 450 dipendenti. Prototipi e veicoli Frera ricevettero fin da subito importanti riconoscimenti nei concorsi industriali nazionali e internazionali.
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La qualità della produzione dei motocicli era tale che, nel 1915, dallo stabilimento Frera vennero prodotte più di 3.000 unità, trovando immediata collocazione sul mercato italiano ed estero (principalmente Europa e America del Sud). A testimonianza del prestigio e della fama di affidabilità che i prodotti Frera acquisirono fin da subito, vanno ricordate anche le commesse che il Regio Esercito le fece (biciclette, motocicli e moto sidecar).  
Già nel 1908, a soli tre anni dall’inizio della produzione, il neonato corpo motorizzato dei Bersaglieri venne fornito di motocicli Frera. Altre forniture vennero fatte ai comandi di artiglieria e ai corpi automobilistici. Per di più, su richiesta del Ministero della Sanità, uno speciale motociclo dotato di motocarrello per il trasporto feriti venne appositamente progettato e prodotto per le unità sanitarie.
Con l’ingresso dell’Italia nel Primo Conflitto Mondiale, la Società Anonima Frera ricevette da parte del Ministero della Guerra ulteriori ingenti ordinativi di veicoli e di altro materiale di sua produzione (ad es. i suoi macchinari di produzione dello stabilimento di Tradate erano in grado di realizzare anche componenti per granate). Nel 1919, per assecondare il continuo aumento della produzione, Corrado Frera acquistò in prossimità dello scalo delle Ferrovie Nord Milano, un nuovo edificio industriale (già sede della ditta tedesca Geiger di Rentrlingen, che produceva tubetti di cartone e rocchetti per l’industria tessile).
In questo stabilimento, soprannominato FRERA 2 e affidato inizialmente al figlio minore Corradino, furono spostati gli uffici amministrativi, i reparti di montaggio delle parti di moto e delle biciclette prodotti nella fabbrica originaria (FRERA 1) e i magazzini di deposito dei prodotti finiti.
Sempre qui, vennero allestite sale per lo sviluppo dei prototipi e per le prove meccaniche al fine di realizzare anche motori da competizione. É di questi anni la costituzione di una squadra di piloti che porterà all’azienda tanti allori. Il fondatore era infatti convinto che la pubblicità, che sarebbe derivata da delle vittorie motociclistiche, avrebbe giovato al già florido fatturato della società.
Ormai più di 600 operai erano occupati nei due stabilimenti, i quali producevano 200 moto e 1000 biciclette al mese. 
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Intuendo la forte tendenza espansionistica del mercato del trasporto e, conseguentemente, anche la crescita della domanda di motoveicoli, nello stabilimento venne fin da subito avviata anche una catena di produzione di motocicli. Nel giro di pochi anni, la produzione raggiunse i livelli qualitativi e quantitativi delle più importanti industrie europee de settore. In questo periodo, nello stabilimento di Tradate, all’infuori dei pneumatici, venivano prodotti e assemblati tutti i pezzi dei nuovi veicoli. Organizzati in diversi cicli di lavorazione, già nei primi anni troviamo circa 450 dipendenti. Prototipi e veicoli Frera ricevettero fin da subito importanti riconoscimenti nei concorsi industriali nazionali e internazionali. La qualità della produzione dei motocicli era tale che, nel 1915, dallo stabilimento Frera vennero prodotte più di 3.000 unità, trovando immediata collocazione sul mercato italiano ed estero (principalmente Europa e America del Sud). A testimonianza del prestigio e della fama di affidabilità che i prodotti Frera acquisirono fin da subito, vanno ricordate anche le commesse che il Regio Esercito le fece (biciclette, motocicli e moto sidecar). Già nel 1908, a soli tre anni dall’inizio della produzione, il neonato corpo motorizzato dei Bersaglieri venne fornito di motocicli Frera. Altre forniture vennero fatte ai comandi di artiglieria e ai corpi automobilistici. Per di più, su richiesta del Ministero della Sanità, uno speciale motociclo dotato di motocarrello per il trasporto feriti venne appositamente progettato e prodotto per le unità sanitarie.Con l’ingresso dell’Italia nel Primo Conflitto Mondiale, la Società Anonima Frera ricevette da parte del Ministero della Guerra ulteriori ingenti ordinativi di veicoli e di altro materiale di sua produzione (ad es. i suoi macchinari di produzione dello stabilimento di Tradate erano in grado di realizzare anche componenti per granate). Nel 1919, per assecondare il continuo aumento della produzione, Corrado Frera acquistò in prossimità dello scalo delle Ferrovie Nord Milano, un nuovo edificio industriale (già sede della ditta tedesca di, che produceva tubetti di cartone e rocchetti per l’industria tessile).In questo stabilimento, soprannominato e affidato inizialmente al figlio minore Corradino, furono spostati gli uffici amministrativi, i reparti di montaggio delle parti di moto e delle biciclette prodotti nella fabbrica originaria (FRERA 1) e i magazzini di deposito dei prodotti finiti.Sempre qui, vennero allestite sale per lo sviluppo dei prototipi e per le prove meccaniche al fine di realizzare anche motori da competizione. É di questi anni la costituzione di una squadra di piloti che porterà all’azienda tanti allori. Il fondatore era infatti convinto che la pubblicità, che sarebbe derivata da delle vittorie motociclistiche, avrebbe giovato al già florido fatturato della società. Ormai più di 600 operai erano occupati nei due stabilimenti, i quali producevano 200 moto e 1000 biciclette al mese. 
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 Organizzazione degli stabilimenti
La famiglia Frera, in primo luogo il fondatore Corrado, fu sempre direttamente coinvolta nella gestione dell’impresa.
Lo stabilimento madre di Tradate divenne il cuore della progettazione dei veicoli, il FRERA 2 il fulcro delle vendite e della distribuzione. Al FRERA 1,  sotto la supervisione di Corrado Frera, lavoravano il figlio maggiore Leonardo, il  cognato Ing. Vischer, il genero Emilio Conta. Il figlio minore Corradino lavorava invece al FRERA 2. La produzione di ogni singolo modello seguiva il seguente iter. Dopo lo realizzazione dei progetti, studiati in ogni loro minimo particolare, veniva costruito un modello di campione su cui, prima di passare alla produzione in serie, venivano condotti tutti i collaudi del caso.
A Tradate, nello stabilimento di via Zara, venivano costruiti tutti i componenti dei cicli e dei motocicli, ad eccezione dei pneumatici, delle selle, dei carburatori e dei magneti.
In questo stabilimento esistevano vari reparti che, dalla realizzazione del primo pezzo allo stato grezzo, portano alla produzione del pezzo finito: dai reparti di fonderia e dello stampaggio, a quelli della nichelatura e della verniciatura, passando per quelli della torneria, della fresatura, della piallatura, della saldatura, etc.
I macchinari utilizzati erano tecnologicamente avanzati per l’epoca, perciò contribuirono ad aumentare la qualità del prodotto. Al FRERA 2, invece, una volta avviata la produzione in serie, venivano assemblati i vari modelli e, qualora non venissero subito collocati sul mercato, venivano stoccati nel deposito vendite. 
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 La produzione post bellica e la crisi del 1929
Fin dai primi anni la produzione era stata concepita per soddisfare una molteplicità di esigenze.
Dal 1923, invece, venne progressivamente data un’impostazione diversa, tesa alla produzione di un minor numero di modelli con un’accentuata standardizzazione dei modelli, oltre che dei componenti e degli stessi macchinari necessari per produrli. In questo modo si ottenne una diminuzione dei costi di produzione e, conseguentemente, anche una riduzione dei prezzi alla vendita che favorì un ulteriore incremento nelle vendite.
Nel 1925, a vent’anni dall’inizio della produzione, si calcola oggi che la Frera avesse prodotto 50.000 motocicli. Nei due stabilimenti risultavano impiegati stabilmente almeno 500 operai e la produzione si aggirava sui 5.000 modelli all’anno.
A seguito della crisi economica mondiale del 1929, che ebbe gravi ripercussioni anche sul settore motociclistico, la Società Anonima Frera optò per avviare un processo di riconversione e ridimensionamento dello stabilimento. In quest’ottica venne richiesta la licenza per produrre un trattore ‘leggero’ dagli svariati usi. L’operazione di rilancio non riuscì completamente, perché la licenza venne invece concessa a un’azienda di Saronno la quale, però, avrebbe montato sui mezzi in questioni dei motori di produzione FRERA. 
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Purtroppo, le commesse furono molto inferiori alle aspettative e l’insuccesso del progetto aggravò ancor di più la già seria situazione economica dell’impresa.
La FRERA entrò definitivamente in crisi. Se prima della Guerra era la più importante società italiana produttrice di motociclette, nel 1930 era preceduta per dimensioni e produzione da Guzzi e GIlera. Inoltre, la sua situazione economica non era per niente rosea. In questi momenti di crisi, Corrado Frera si scontrò con il consiglio di amministrazione della sua società. Quest’ultimo aveva un atteggiamento passivo e rassegnato di fronte alla crisi. Così, sfiduciato dalla inattesa presa di posizione dei suoi collaboratori, il fondatore si ritirò dall’azienda per lasciare la possibilità di libero intervento a chi aveva idee di produzione diverse dalle sue. A suo onore va ricordato che non lasciò debiti a carico della nuova entrante amministrazione. Con il ritirarsi del fondatore dalla società si ebbe una perdita di riferimento nella guida della società che, aggiunta ai problemi connessi con la congiuntura economica negativa, provocò un immediato declino dell’impresa. 
Nel 1931 Leonardo Frera fondò una propria fabbrica per la produzione di motoleggere di 175cc e motociclette di 350cc.
Le nuove officine meccaniche ‘Leonardo Frera’ assunsero la propria sede legale a Milano in via Spadai 13, mentre lo stabilimento di produzione restò a Tradate in via Zara. Si può ipotizzare che il suo stabilimento fosse insediato in alcuni capannoni della stessa ditta del padre.
La ditta cessò la propria produzione nel 1934.
All’inizio del 1930 la stessa Amministrazione Comunale di Tradate intervenne a favore della Frera.
La società in crisi, oltre ad essere un vanto cittadino, aveva contribuito al benessere economico della città e della sua popolazione. In 25 anni, tra salari e stipendi, la FRERA aveva erogato ai residente oltre 31 milioni di lire; inoltre, aveva enormemente contribuito alla fondazione dell’Istituto Tradatese Case Popolari. Il Podestà ing. Bernacchi, chiese l’interessamento del Prefetto di Varese presso il Ministero dei Lavori Pubblici affinché venisse effettivamente confermata alla FRERA un’importante commessa da tempo promessa. Purtroppo, la commessa in questione non venne mai confermata.
Successivamente, fallì un secondo tentativo dell’Amministrazione Comunale di intervenire a favore della FRERA. Non riuscì a far ottenere alla società in crisi un finanziamento da parte dell’Istituto Immobiliare Italiano (I.M.I.).
A fine agosto 1932, la fabbrica venne chiusa con, però, la speranza di riaprire a breve grazie a delle commesse che non arrivarono mai. 
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Il tentativo di rilancio e la chiusura definitiva
Nel dicembre 1933 la fabbrica venne riaperta, ma dando lavoro ad un numero limitato di operai. Ciò fu possibile grazie all’arrivo di finanziamenti portati dall’Ing. Paolo Soprani e alla rinuncia da parte dei precedenti amministratori del proprio capitale sociale investito.
Il giovane Ing. Soprani, genovese d’origine ma milanese d’adozione, si era interessato alle sorti della rinomata società motociclistica e voleva cercare di salvarla. A tale scopo costituì una Società anonima con capitale statutario di lire 2.875.000.
Soprani era un personaggio famoso all’epoca: aveva avuto importanti esperienze lavorative in Italia, Stati Uniti e Unione Sovietica e acquisito un’elevata professionalità nel campo della gestione industriale. Gli interventi da lui introdotti furono drastici. Venne rinnovata tutta la direzione, ridotta la sezione amministrativa, eliminata la produzione di biciclette, ceduto tutto il materiale ricambi e ceduto lo stabilimento FRERA 2 . La produzione riprende con la linea dei precedenti modelli riveduti e aggiornati. Vengono studiate nuove versioni, previsti nuovi allestimenti (ad esempio versioni con pneumatici Pirelli e generatori Marelli, appositi tappi serbatoio che impedivano il furto di carburante, accorgimenti che aumentavano la silenziosità dei mezzi ecc). Sono inoltre allo studio nuovi modelli (ad esempio la 500 Raid Confort) che entreranno in produzione nel 1935. Tutto ciò non é sufficiente al rilancio dell’impresa. Nel 1936 la FRERA chiuse definitivamente i battenti. 


Per ulteriori informazioni ed approfondimenti si consiglia di visitare sul nostro sito:
Nasce il Museo della Motocicletta Frera

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