Palazzo Parentucelli-Calandrini non è di certo tra i più lussuosi o aristocratici palazzi sarzanesi, ma si fa invidiare comunque una storia assai importante che diede lustro e prestigio imperituri alla città. Il 15 novembre del 1397 nacque fra queste mura Tommaso Parentucelli, che divenne papa sotto il nome di Nicolò V il 6 marzo 1447. Figlio di Andreola della Verrucola e del medico Bartolomeo Parentucelli - che qui aveva probabilmente la sua bottega -, Tommaso studiò a Lucca, a Bologna e a Firenze dove conobbe Enea Silvio Piccolomini, futuro papa Pio II.
Diventato vescovo di Bologna nel 1444 e cardinale il 16 dicembre del 1446, Tommaso assistette alle seconde nozze della madre con Tommaso Calandrini, per poi diventare papa, come ricordato, nel 1447.
Durante il suo pontificato ebbe l’opportunità di essere garante di pace in svariate guerre tra signorotti rivali e non - si ricordi che a quel tempo l’Italia non era altro che un insieme eterogeneo di principati, signorie e protettorati -. Il suo spasmodico amore per lettura e letteratura lo aiutarono nella fondazione della Biblioteca Vaticana: durante il suo papato si calcola che furono trascritti ad opera di migliaia di monaci amanuensi circa cinquemila volumi e millecinquecento manoscritti.
Ebbe inoltre l’onore di presiedere al Giubileo del 1450. Morì a 57 anni nel 1455. Top
Il palazzo possiede una raffinata facciata ripartita da lesene lisce e colpisce indubbiamente per la presenza di un lungo porticato che scorre armonioso su un lato di Piazza Matteotti.
All’esterno sono presenti le effigi di Antonio Maria Parentucelli, primo vescovo della diocesi di Luni-Sarzana istituita nel 1465. Lo stemma papale, invece, con le chiavi di San Pietro incrociate e la tiara, è rintracciabile all’interno in un bassorilievo in marmo bianco del XV secolo.
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