Un percorso ideale attraverso ciò che rimane delle mura dell'antico "Burgus Sarzanae" potrebbe iniziare da Piazza San Giorgio, il vecchio punto d’entrata alla città: al tempo della dominazione genovese, infatti, qui risiedevano i soldati preposti ai sevizi doganali.
Percorrendo via Gramsci si arriva a Piazza Luni, dominata dal retro del Palazzo Comunale; qui si svolta a sinistra per quello che ci sembrerà essere un vicolo cieco.
In realtà quest'itinerario ci condurrà, attraverso un basso e scuro archivolto, ad una delle zone più caratteristiche di Sarzana, e tra le meno conosciute: Via Torrione Genovese. In breve sarà possibile percepire la differenza tra il contesto precedente e questo ambiente semplice ed antico che ci renderà partecipi di un’atmosfera magica, di una Sarzana ormai quasi scomparsa. Via Torrione Genovese altro non è che una vecchia strada di circonvallazione delle mura, unica tra le poche rimaste ad essere ancora perfettamente intatta.
Particolarmente significativo durante la percorrenza di questa via sarà la presenza sul retro di un edificio avente il suo prospetto principale nella parallela Via Bertoloni di una loggia sorretta da due pilastri laterali e due colonnine marmoree centrali e di una passerella che collega il suddetto edificio ad un vasto giardino posto sugli spalti delle mura.
Oltrepassata questa costruzione e raggiunta con una svolta a destra la fine della via ci troveremo di fronte al Torrione Genovese sul cui perimetro sono state edificate alcune abitazioni. Ancora oggi è visibile il largo fossato, riadattato a giardino ed aia dai proprietari, che ci regala il senso di forte compartecipazione della cittadinanza col suo passato medievale. Top
Attraversando perpendicolarmente Via Bertoloni e lasciandoci sulla sinistra Porta Parma, l’antica porta di “Caleri” dalla quale entravano le merci, ci si trova di fronte ad un’altra strada, Via Torrione S.Carlo – molto meno romantica della precedente – che ci condurrà al torrione omonimo oramai deturpato dalla recente soprastante costruzione. Percorrendo per intero questa strada, si attraversa una volta e si giunge in Piazza Matteotti.
Mantenendosi sulla sinistra ci si dirigere verso nord, costeggiando la piazza attraverso i portici di alcuni palazzi, tra i quali Palazzo Parentucelli. Superato Palazzo Remedi, sulla nostra destra, si imbocca Via Torrione S. Francesco che un tempo era collegata direttamente a Via Torrione S. Carlo dalla prosecuzione di questa via sul retro dei palazzi appena attraversati.
Torrione S.Francesco ci apparirà fiancheggiato da un ampio spiazzo facente parte dell’antico fossato ora riadattato a giardino. Le varie costruzioni su di esso edificate si collocano in uno schema armonico che non avvilisce minimamente l’ambientazione. Qui le mura sono state abbattute e sostituite da palazzi di recente costruzione per tutta la lunghezza di Via S.Francesco. Top
Una volta terminata Via Torrione S. Francesco si imbocca a destra Via Castruccio e poi a sinistra Via Fiasella, fino a percorrere una piccola salita, l’entrata della Fortezza Firmafede.
L’intera costruzione era parte integrante delle mura ed il complesso comprendeva anche il Torrione Stella (sulla destra), la cui sagoma è riconoscibile in Via Cittadella, quale unico esempio di tratto murario ancor oggi passeggiabile. Percorrendo questa via si oltrepasserà Porta Romana e, scendendo verso Piazza Cesare Battisti, si raggiungerà Torrione Testaforte, sul quale si erge una costruzione novecentesca ad imitazione di castello.
Attraversata Piazza Cesare Battisti, i cui giardini insistono sull’area precedentemente occupata dal fossato, in direzione di Piazza Garibaldi, raggiungeremo Via Landinelli.
Anche questa via è stata ricavata dall’interramento del vecchio fossato e dal conseguente abbattimento delle mura. Finendo di percorrere Via Landinelli si svolterà a sinistra, tornando al punto di partenza in piazza S. Giorgio, non prima di aver visitato ciò che ancora resta dell’antico fossato in una breccia percorribile la cui entrata si trova a cavallo tra la piazza e l’adiacente Via Sobborgo Emiliano.
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