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Storia » Emilia Romagna » Bologna » Comune di Bologna


Cenni storici
Di origini antichissime, che si perdono nella preistoria, Bologna costituì sempre un importantissimo centro economico e di cultura. Sembra accertato che il primo insediamento sia stato opera di tribù umbre. Su di esso gli Etruschi fondarono “Felsina” (in etrusco “Velzna”), capitale dell’Etruria circumpadadana, e ne assimilarono gli abitanti. Verso la metà del IV secolo a.C. la città fu occupata e distrutta dai Galli Boi e della civiltà etrusca non rimasero che le tombe della necropoli.
Sotto la dominazione gallica venne ribattezzata in celtico “Bonomia”. Nel 191 a.C. il console romano P. Cornelio Scipione Nasica sconfisse i Galli ed occupò la regione.
Tre anni dopo i triumviri Valerio Flacco, Attilio Serrano e Valerio Tappo insediarono 3000 coloni in quel “castrum”, che ancor oggi costituisce la pianta quadrilatera del centro cittadino, sviluppatosi poi a raggiera nel medioevo. L’importanza della città, come nodo di comunicazione, venne subito rilevata dai Romani, tanto che nel 187 a.C. il Console M. Emilio Lepido fece costruire la via Emilia congiungendo, attraverso Bonomia, Rimini a Piacenza.
Da Tacito sabbiamo che la città subì un disastroso incendio nel 53 d.C., ma che fu ricostruita immediatamente, grazie allo stanziamento di dieci milioni di sesterzi fatto dall’imperatore Claudio. Top
Nel 294 d.C., sotto Diocleziano, vennero martirizzati i Santi Agricola e Vitale. Con la caduta dell’impero romano, Bologna subì gli assalti dei barbari. Sfuggì alla devastazione di Attila e venne invano assediata da Alarico. Nel corso del VI e VII secolo la città si mantenne sotto la protezione dei Bizantini che avevano il loro centro a Ravenna.  
Nel 727, verso la fine del loro regno, i Longobardi, condotti da Liutprando, la occuparono e la devastarono. Due anni dopo i Longobardi furono cacciati dai Franchi e Bologna venne compresa nella donazione di terre fatta alla Chiesa da Pipino il Breve nel 756. 
Nei primi anni del Mille fu fondato lo Studio del Diritto dal quale ebbe origine la famosa Università, ad opera di Pepone e Irnerio, quest'ultimo definito dai posteri "lucerna iuris". Con la consulenza di quattro doctores ritenuti suoi allievi, Federico I promulga nel 1158 la Costitutio Habita, ossia l'Università che diventa, per legge, un luogo in cui la ricerca si sviluppa indipendentemente da ogni altro potere. Top
Fu la prima città della regione a proclamarsi libero comune e tale stato fu confermato ufficialmente da Arrigo V nel 116.  Anche Bologna vide, come gli altri comuni del tempo, accendersi le lotte tra i Guelfi, capitanati dai Geremei, e i Ghibellini guidati dai Lambertazzi. E’ di quest’epoca la costruzione delle torri gentilizie, nell’interno della città, ad affermazione del potere e del prestigio di ciascuna casata. 
Tali torri giunsero ad essere oltre duecento. Con la sua espansione la città venne a conflitto con l’uguale dinamismo della vicina Modena. La rivalità sfociò in guerra quando, prevalendo in Bologna il partito guelfo e in Modena i Ghibellini, costoro furono sostenuti da  Federico II.
Lo scontro avvenne nel 1249 a Fossalta: i Bolognesi sconfissero i Modenesi e l’alleato esercito imperiale, facendo prigioniero lo stesso figlio di Federico, Enzo, re di Sardegna. 
Dal XIV secolo prevalse in Bologna il governo pontificio, salvo alcuni periodi di indipendenza.
Una repubblica di brevissima durata fu proclamata nel 1376. In seguito i Visconti tentarono invano di instaurare una loro signoria. Vi riuscirono per qualche tempo i Bentivoglio: Giovanni I nel 1394 (poi sconfitto e ucciso qualche anno dopo nella battaglia di Casalecchio sul Reno) e Giovanni II dal 1492 al 1507.  Top
Sotto quest’ultimo, Bologna ebbe un periodo di particolare splendore. L’università, sviluppatasi in più discipline, ampliò la sua fama, fiorirono le arti, sorsero chiese e palazzi, vi convennero artisti e letterati da ogni parte del mondo. Nel 1530  Carlo V fu incoronato imperatore in S.Petronio da Clemente VII, riconoscendo implicitamente l’autorità incontrastata della Chiesa sulla città. Tale dominio papale continuò, salvo alcune sommosse fomentate dai Bentivoglio, per tutto il Seicento ed il Settecento. 
Nel 1796 Bologna fu occupata dai Francesi di Napoleone, che ne fecero la capitale della Repubblica Cispadana. Dopo il 1815, anno del Congresso di Vienna, la città ritornò in possesso del Papa.
Le insurrezioni delle città romagnole, del 1831, diedero luogo, con Bologna, alla proclamazione del Governo delle Province unite, ma l’intervento dell’Austria represse la rivolta. Nel 1848 Bologna partecipò ai moti insurrezionali che si propagarono in tutta la penisola: l’8 agosto gli Austriaci vennero respinti dal popolo in armi nella battaglia della Montagnola. L’anno seguente tuttavia, dopo la sconfitta piemontese, i Bolognesi vennero sopraffatti, con la fucilazione di don Ugo Bassi alla Certosa.  Il 12 giugno 1859 Bologna insorse, costituendo un governo provvisorio e, con un solenne plebiscito, votò l’annessione allo Stato Italiano.
Durante la seconda Guerra Mondiale, Bologna subì duri bombardamenti Anglo-Americani che le procurarono danni molto ingenti. Nel dopoguerra la ricostruzione fu rapida per la solerzia degli abitanti e le provvidenze delle pubbliche autorità. Top

 
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